Prefazione a Filosofia e Religiosità in Scientology

di Fabrizio d'Agostini

L'articolo qui pubblicato è la prima puntata di un lungo saggio sulla storia dell’anima che, in tre puntate, si concluderà con il n. 2 della rivista.

Con l’articolo e con la relativa monografia si inaugura in Italia la “Biblioteca teologica di Scientology”. Due ragioni hanno convinto la redazione a scegliere il tema dell’anima come “apertura” della Biblioteca: la prima è perché nell’itinerario “verso” l’Essere Supremo, l’Ottava Dinamica1, appare vitale cercare di chiarire innanzi tutto il “soggetto” che quell’itinerario intraprende, spinto dalla nostalgia di un’appartenenza assai remota e dalla percezione dell’antico e traumatico distacco. L’ altra ragione è invece d’occasione. Nel giro di pochi anni infatti, il tema dell’anima umana è stato oggetto in Italia di una serie importante di pubblicazioni dall’eruditissima Breve storia dell’anima del teologo Gianfranco Ravasi, alla prorompente esperienza de L’anima e il suo destino, del teologo Vito Mancuso, sullo sfondo della poco più risalente La morte dell’anima, dell’insigne studioso di mistica Marco Vannini (le due ultime opere citate sono recensite in questo numero della rivista). In questo momento in Italia si è creato un ampio e, in alcuni casi, duro dibattito sull’anima e soprattutto sulla deriva teologica che ha contrapposto teologi di diversa formazione, sia cattolici che protestanti, sia su riviste specialistiche che su quotidiani e, infine, su internet.

Il lavoro del dott. Segalla attraversa la grande stagione della filosofia teologica occidentale, dalle origini platoniche e aristoteliche ai più grandi Dottori della Chiesa, Sant’Agostino e San tommaso e, attraverso la mistica, si apre alla dolorosa e disperata visione della contemporaneità, alla degradazione postmoderna dello spirito che, come una malattia, mina il soggetto, quella malattia che tutte le religioni, nel più profondo delle loro ragioni, vorrebbero curare. Ebbene, il soggetto, l’anima e poi lo spirito, quali descritti dalla dottrina di Scientology, appartengono a buon diritto a quella storia.

Iniziando una Biblioteca teologica, è comunque necessario indicare l’oggetto del logos, parlare almeno per cenni della Divinità e del suo rapporto con il mondo. Era in effetti l’altro tema che, in alternativa al tema dell’anima, la redazione avrebbe pubblicato: l’altra storia, quella senza storia, quella dell’Essere Supremo.

Sicuramente nei prossimi articoli, saggi e monografie il tema verrà trattato e, per quanto ancora in embrione, è anche in previsione una conferenza internazionale sul tema.

Un cenno è dovuto anche perché il rapporto di Scientology e degli scientologist con l’Essere Supremo, con Dio, nel superficiale ed estrinseco confronto con modelli di altre religioni, spessissimo non è compreso e soprattutto non è compresa la dottrina di Dio della confessione.

Per Scientology l’esistenza è la originaria decisione divina ed è in questa decisione, presa una volta per tutte, che è contenuta la creazione della vita in tutte le sue forme e aspetti, dalla materia inanimata allo spirito.

Dagli abissi del tempo creato “allora” e che ha preso inizio da quella decisione, come una marea risorgente, è stato “comandato” di vivere e quel “comando” creatore, che non aveva bisogno di alcuna forza, ha impegnato l’intero esistente alla vita. Ed è ancora quel comando che, visto dal punto di vista del creato e subito dopo il creato, impone la sopravvivenza come comune denominatore dell’esistente e ne detta le leggi.

È l’Ottava dinamica, l’Infinito, Dio. Ed è per quello che è o non è l’Infinito, che le proposizioni intorno al divino in Scientology si arrestano alla “scoperta” di Dio come infinita sopravvivenza.

Ma invece Dio parla continuamente, ininterrottamente agli scientologist ed al mondo. Per gli scientologi che nella loro vita individuale partecipano come tutti gli esseri umani del divino, già solo in quanto creature spirituali, in quanto anima, spirito, persona, questa partecipazione prende le forme di una preghiera ininterrotta. Non è facile vederlo; certo, nelle chiese di Scientology la domenica viene officiato il sermone; certo, vi sono cerimonie non dissimili da quelle di altre chiese di matrice cristiana. Il modello è largamente simile, ma la peculiarità, quello che come un sigillo individua lo scientologo nel suo rapporto con Dio, è che a tutto questo si aggiunge la pratica dell’auditing,2 l’ininterrotto de profundis, l’ininterrotto attraversamento della miseria della carne, attraversamento dei propri peccati, degli errori, delle ingiustizie, per liberare l’ essere spirituale e permettergli di ricongiungersi all’Essere Supremo.

E giunge un punto nel quale la pratica del culto segna un passaggio e quello che fino allora, davanti a Dio, era un “io”,comincia a divenire un “noi” e l’essere individuale già partecipe di una comunità e di una chiesa, si riconosce umanità.

Ed è qui, in questo punto preciso, mentre l’individuo scopre d’essere fratello di ogni essere vivente, il divino diviene presenza costante e Dio, l’Infinito, l’Ottava Dinamica, scende in mezzo agli uomini.

Per questo il silenzio di Dio in Scientology si interrompe nel Credo della Chiesa di Scientology, perché nel Credo viene fondato un popolo per una civiltà senza guerre, senza criminalità, senza follia nella quale gli esseri onesti possano fiorire e prosperare e l’uomo innalzarsi a più elevate mete spirituali.

Nessuna forza inferiore a Dio ha diritto di impedirlo e, chiudendo il cerchio con la “storia” dell’anima, proprio nel Credo solennemente viene dichiarato che la Chiesa, rappresentata da un “noi” che unisce il mondo, crede “che le anime degli uomini hanno gli stessi diritti degli uomini.”

Quello di Scientology è in realtà il Dio di sempre, ma la dottrina ne fa il Dio geloso e più intransigente di tutti, perché, se può raccoglie nel proprio seno quasi ogni diverso, impone una fedeltà a sé che ha come guardiano e censore il più inesorabile di tutti: l’identità dell’individuo e quella dei popoli.


Note

1 “Si potrebbe dire che nella vita ci siano otto impulsi (spinte, istinti). Li chiamiamo DINAMICHE. Si tratta di otto motivi o motivazioni. Li chiamiamo LE OTTO DINAMICHE. […]. L’OTTAVA DINAMICA: è l’impulso verso l’esistenza in quanto infinito. Questo viene anche identificato come Essere Supremo. Viene chiamata Ottava Dinamica perché il simbolo dell’infinito volto verso l’alto forma il numero 8. Questa può essere chiamata la Dinamica dell’Infinito o Dinamica di Dio.” (Da Scientology: I Fondamenti del Pensiero, di L. Ron Hubbard, New Era Publications International, 2007) (torna al testo)

2 Una delle pratiche religiose fondamentali di Scientology è l’auditing (dal latino audire, “ascoltare”), che consiste in una pratica di consulenza spirituale ben precisa tra un ministro di Scientology ed un fedele. (Da Scientology, Teologia e Pratica di una Religione Contemporanea, New Era Publications International, 1998) (torna al testo)

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