Presentazione - n.0

La Redazione
Comunicare in direzione della verità; Comunicare in direzione della competenza; Comunicare in direzione della vita.

Nasce oggi una rivista dedicata a tutti gli scientologist europei e a tutti quanti siano seriamente interessati a comprendere.

La rivista prende il nome di “I QUADERNI DI FREEDOM” ed è un supplemento di “DIRITTI DELL'UOMO”, rivista edita dalla Chiesa Nazionale di Scientology d'Italia.  

I

Il progetto di una rivista risale a molti anni fa, sempre rinviato, oltreché per le oggettive difficoltà del progetto, anche per le molte vicissitudini italiane della Chiesa di Scientology. Per quanto le vicende giudiziarie che la Chiesa ha dovuto affrontare nella seconda metà degli anni '80 del secolo scorso possano dirsi felicemente concluse ormai da tempo, le ragioni che sottostavano al progetto della rivista sono tuttora le stesse.

Nonostante la Chiesa abbia ormai avuto riconoscimento come confessione  religiosa in molti paesi, anche europei1, la dottrina di Scientology sembra, per una parte rilevante dell'“opinione comune”, soprattutto europea, essere una dottrina confusa, difficile, estranea alla cultura continentale, riservata a pochi, inaccessibile. A molti appare espressione di un sistema di valori lontano dal “comune sentire” e gli Scientologist vengono spesso percepiti come una comunità altrettanto separata e lontana dalla società civile quando non in sua opposizione. Una comunità “diversa”, “dissimile”, forse “dissonante”.

Questa rappresentazione è in realtà una rappresentazione basata solo sulla non conoscenza del soggetto e sulle cattive inclinazioni di alcuni gruppi antireligiosi e di pochi individui, alcuni dei quali a loro volta indotti in errore.

Del resto, i popoli europei - ma non sono i soli - sono stati spesso vittima tanto di cattivi maestri quanto della poca conoscenza dei fatti.

In realtà il “comune sentire” sembra più che altro formarsi nelle redazioni di alcuni giornali e di alcune televisioni che, senza mai un vero contraddittorio2, sono più interessate allo scalpore e allo scandalo piuttosto che ad informare.

Si tratta dell'utilizzazione spregiudicata degli stereotipi di cui parlava Walter Lippmann3 e i pochi, orgogliosi giornalisti eredi di Lippmann, che scriverebbero o vorrebbero scrivere per informare davvero dei contenuti di Scientology sono fermati dalle linee editoriali o dalla ampiezza dell'argomento.

Sui mass media resta l'accorato appello di Popper: “Occorre indurre i media a riconoscere e a dire la verità, a vedere i pericoli che loro stessi nascondono, a sviluppare, come tutte le istituzioni sane, un'autocritica e infine a correggersi. È un compito nuovo per loro. Il danno che provocano attualmente è grande”4. Compito dunque che la rivista si è assegnato è far conoscere e informare. Recentemente la casa editrice delle opere di L. Ron Hubbard ha pubblicato, tradotti in italiano (come in altre lingue dell'Unione) i 18 libri di base di Dianetics e Scientology e messo a disposizione molti altri materiali, scritti e conferenze del Sig. L. Ron Hubbard, alcuni dei quali, prima, non disponibili neppure in lingua inglese. Si tratta di un corpus imponente di opere che hanno permesso una maggiore e più completa comprensione della dottrina di Scientology e di Dianetics e del lavoro del Fondatore. I libri sono disponibili ormai da un anno in moltissime biblioteche pubbliche.

Anche per questo nasce ora la rivista.  

II

Quando, il 9 maggio 1950, è stato pubblicato il libro Dianetics: la forza del pensiero sul corpo, si è voluto dare un nuovo inizio ad una storia uscita insanguinata dalla II guerra mondiale, una storia nata dall'impossibilità di pensare, nella quale, come aveva profeticamente scritto non molti anni prima Simone Weil: “Mai l'individuo [era] stato così completamente abbandonato ad una collettività cieca, e mai gli uomini [erano] stati più incapaci non solo di sottomettere le loro azioni ai loro pensieri, ma persino di pensare”5. In realtà, il “nuovo inizio” può essere fatto risalire a prima della guerra mondiale, al 1938, quando cominciano le ricerche sulla mente, ma queste diventano “pubbliche” con l'edizione di Dianetics: la forza del pensiero sul corpo.

Sono anni, quelli, nei quali lo sforzo di rimeditare la storia dell'umanità crea un grande fermento di intenzioni e imprese. Di fronte al pathos della guerra trascorsa intesa come esito della storia dell'umanità, l'umanità intera cerca un nuovo inizio.

Dianetics appartiene a quella volontà di un nuovo inizio perché la scoperta di “un'altra mente” e del modo di funzionare di tale mente e del pensiero umano e così della vita, ha inteso rappresentare il punto di passaggio per il ritorno ad un universo nel quale i valori, le esperienze e gli esiti riconoscessero nello spirito il loro fondamento. Secondo le intenzioni, è come se improvvisamente molte incomprensioni, molte lontananze, molte assenze venissero meno e come se fosse offerta all'umanità una “nuova” vita, una “nuova” possibilità di essere e ad ogni uomo restituita la piena libertà di pensare. Queste erano e sono le intenzioni e questa era ed è la volontà che unisce Dianetics ad ogni altra esperienza umana diretta al riscatto dell'uomo dal male.

Questo è anche quello che appare allo sguardo privo di pregiudizi, allo sguardo che si posa sulle cose senza considerazioni o violenza, l'unico al quale la realtà è alla fine disposta a svelarsi davvero.

Lo sforzo è quello di cambiare il mondo insieme a ogni pensiero, ogni esperienza, ogni dottrina che abbia lo stesso scopo e insieme unire gli sforzi di tutti gli uomini di buona volontà per creare tutti insieme una nuova civiltà. E' questo sforzo, questa intenzione e questa unione la vera “rivoluzione” che percorre come un fiume sotterraneo i disastri che hanno seguito la II guerra mondiale e che tuttora continuano. Bisogna imparare a vederla e vedere che impone un nuovo modo di pensare e di essere.

I tempi sono cambiati, i tempi devono cambiare: “Quelle che nel mondo dello scienziato prima della rivoluzione erano anatre, appaiono dopo come conigli”6 o dove Aristotele vedeva pietre che cadono, Galileo vedeva le oscillazioni del pendolo.

La questione, e la motivazione profonda della rivista, è che, contro coloro che continuano a vedere anatre, bisogna essere capaci di guardare di nuovo, essere capaci di pensare di nuovo, essere capaci di attribuire nomi nuovi alle cose, essere di nuovo.

 

III

I Quaderni di Freedom escono sia come rivista informatica che come rivista cartacea quadrimestrale. è formata da tre aree di intervento principali che, senza rigide ripartizioni, si propongono di trattare la dottrina di Scientology e la sua storia, secondo altrettanti temi. Il primo è quello della ricerca filosofico- scientifica; il secondo è quello più propriamente teologico e il terzo è quello della dottrina sociale.

In ciascun numero, una parte dedicata ai testi, una parte relativa ai contributi, nella quale concorreranno interventi degli Scientologist con quelli di studiosi terzi, una successiva dedicata ai documenti e infine l'ultima che raccoglierà recensioni, rassegne e appuntamenti. E' prevista la traduzione in inglese, dalla lingua originale, di tutti gli articoli. Sono anche programmati numeri speciali monografici di indagine. Allo stato attuale sono previsti due numeri speciali: il quinto e il sesto. Il quinto, relativo ai processi e alle questioni giuridiche che la Chiesa di Scientology ha dovuto affrontare e a tutto quello che vi ha ruotato intorno e, il sesto, relativo ai gruppi antireligiosi, agli apostati e, nuovamente, a tutto quello che vi ha ruotato intorno.

Ancora un'osservazione è necessaria. La redazione, in accordo con la proprietà, ha ritenuto di lasciare agli autori e collaboratori una grande libertà nella riflessione sulla dottrina di Scientology e non ha posto nessun limite o argine neppure di metodo, senza peraltro istituzionalizzare o fare propria nessuna riflessione o conclusione.

Ci auguriamo di poter realizzare tutti gli scopi della rivista.Iniziamo con quell'intenzione, quello slancio e quell'affetto sorridente per l'uomo che solo può rintracciare al di là del peso di ogni giorno il riflesso del divino.


NOTE

1 La maggioranza dei paesi dell'Unione europea non possiede un sistema di registrazione delle religioni all'interno della propria struttura legale (o addirittura una forma di riconoscimento religioso ufficiale). tra i paesi che hanno una forma di procedura di registrazione (ivi compresi quelli che non sono parte dell'Unione Europea), i seguenti hanno riconosciuto Scientology quale religione: Svezia, Portogallo, Ungheria, Slovenia, Croazia, Albania e Spagna. La maggioranza degli Stati dell'Unione Europea ha altre forme di riconoscimento. In molti di essi, Scientology è stata riconosciuta come religione da decisioni e sentenze amministrative e giudiziarie, comprese sentenze delle Corti Supreme. I paesi sono: l'Italia, la Danimarca, l'Austria, la Germania, il Regno Unito e la Norvegia. (torna al testo)

2 Il contraddittorio nei mezzi di comunicazione di massa non dipende dalla presenza o meno dei contraddittori, ma dal controllo del giornalista sulla pubblicazione o sulla trasmissione ed è quindi esclusivamente affidato alla correttezza e buona fede del giornalista. (torna al testo)

3 Walter Lippmann, L'opinione pubblica, Donzelli, Roma, 2004. La critica del sistema democratico passa attraverso lacritica della creazione da parte dei media di un'opinione pubblica basata su immagini in realtà inesistenti. Il riferimento al mito della caverna di Platone come incipit dell' opera è altamente significativo. Anche Elisabeth Noelle Neumann, Opinione pubblica – la spirale del silenzio, Meltemi, Roma, 2002, riprende dal punto di vista della sociologia mitteleuropea l'analisi di Lippmann e l'influenza condizionante dell'opinione pubblica da parte dei mezzi di comunicazione di massa. L'individuo si allinea all'opinione pubblica anche quando non la condivide per sentirsi parte del o nel gruppo e non essere discriminato. (torna al testo)

4 Karl Popper, La lezione di questo secolo, Marsilio, Venezia, 1992, p. 80, anche Simone Weill, L' enrancinément Prelude à une declaration des devoirs envers l'etre humain, Gallimard, Paris, 1949, tr. it., La prima radice, Se, Milano, 1990, p. 44. (torna al testo)

5 Simone Weil, Riflessioni sulle cause della libertà e dell'oppressione sociale, Adelphi, Milano, 1983, p. 108. (torna al testo)

6 Thomas S. Kuhn, La struttura delle rivoluzioni scientifiche, Einaudi, torino, Paperback n.4, p. 139 (torna al testo)

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