Simone Weil
AA. VV., Simone Weil testimone mistica della storia, in TESTIMONIANZE, rivista fondata da Ernesto Balducci, bimestrale, anno LI-LII, nov. 2009, febbraio 2010, n.n. 468-469 volume monotematico.
Si tratta di un importante contributo alla conoscenza della vita e dell'opera di Simone Weil (Parigi, 03.02.1909 – Aschford, 24.08.1943)1 nella ricorrenza del centenario della nascita. Scrivendo di Simone Weil verrebbe voglia di usare il plurale, riferirsi a lei come a un “loro”, tanto articolati e molteplici sono i temi e gli interessi di una vita attraversata dal dolore e dalla sofferenza e tanti sono gli spunti imposti dalla sua opera. Anche le fasi di una vita inimitabile, drammatica, nella quale l'esito della riflessione per attingere al vero pretende l'esperienza, sia questa sindacale o quella, assai più drammatica, della guerra civile in Spagna, sembrerebbe imporre il plurale. La vita irrompe nella riflessione sul mondo e nella sua vita irrompe infine lo Spirito quando, nel pieno della sua sofferenza, Cristo l'ha “presa”.
Studiosa dei classici, saggista straordinaria, drammaturga, insegnante, rivoluzionaria, sindacalista, guerriera, operaia, riformista, pacifista, patriota, filosofa, mistica, redattrice e tutto questo contemporaneamente o in stretta sequenza senza mai cessare di essere nel mondo, di progettare il mondo e, insieme, senza mai cedere al mondo. Portata da mille consapevoli contraddizioni accettate come unico possibile segno di verità e di libertà, riconciliate da un'attenzione spasmodica, un'intelligenza geniale e dalla sua stessa unicità. Tante vite, dunque nella sua breve vita.
Pur incantati, non è necessario condividere tutte le sue esperienze intellettuali o approvare quelle di vita o fare interamente propria la sua opera, perché attraverso la sua biografia e le sue opere quello che si afferma come valore definitivo è il fascino di una davvero rara integrità personale e il rimpianto, forte, per la prematura scomparsa.
Come accennato, il contributo e omaggio rappresentato dal volume monotematico di TESTIMONANZE, è particolarmente importante per gli studi su Simone Weil. In certo modo, la diversità di approccio e la molteplicità degli interventi, rispecchia la stessa poliedricità della sua vita. Anche il titolo “Simone Weil testimone mistica della storia” nella sua splendida, apparente contraddittorietà, introduce immediatamente al centro del suo cuore. Gli articoli sono di alcuni dei più noti studiosi italiani della Weil.
Non possiamo raccontare di tutti, ma in tutti gli articoli l'eccezionalità della personalità emerge con forza, così come il suo fascino e la sua capacità di coinvolgere.
Personalità che emerge anche indirettamente attraverso l'influenza esercitata sui suoi primi lettori italiani (Domenico Canciani) e personalità in cui l'aspirazione alla giustizia attraversa una nozione di diritto come obbligo (Tommaso Greco2) e la partecipazione forte ai bisogni dei deboli, siano essi i lavoratori alla catena di montaggio, siano i lavoratori in sciopero, siano i prigionieri di guerra, siano i neri.
Il passato greco classico come esperienza del presente e lettura del mondo (Severino Saccardi) e infine l'esperienza del religioso, l'incontro con il cristianesimo, l'esperienza del Cristo, che come una marea che rifluisce e a ondate successive sommerge interamente la sua vita e vi porta infine la libertà. Non è un approdo, non è la fine e Simone Weil rimane ferma sui confini della Chiesa, sui confini di un battesimo che infine sente di non poter ricevere e la libertà conquistata in una fede che afferma “implicita” e che, ancora una volta divenuta esperienza, attinge allo Spirito (Giancarlo Gaeta).
Tutti gli autori3 raccolti nel volume monotematico meriterebbero un cenno posto che gli aspetti della vita e del lavoro della Weil, compresa l'incompleta opera “Venezia salva” (Giulia Paola Di Nicola) tutti meriterebbero di essere trattati.
Ancora poco conosciuta in Italia4, quel suo essere fuori dal mondo fin dall'inizio, ricordato dai compagni di scuola5 diviene, alla fine della sua vita, veramente essere “di un altro mondo”, un mondo senza più confini, ricolmo di bellezza e di amore, interamente illuminato dallo Spirito6.
Note:
1 Una biografia di Simone Weil in lingua italiana, a cura di Giancarlo Gaeta, in Quaderni, volume primo, Adelphi, Milano, nona edizione, 2010, pp. 38-80. Una sintesi a cura di Paola Del Pasqua Simone Weil: chi era, TESTIMONIANZE, pp.151-153.
2 Tommaso Greco, è, per quello che mi è noto, l'unico studioso italiano della Weil dal punto di vista del diritto (altri trattano la giustizia). Ricordo anche dello stesso autore, La bilancia e la croce, Diritto e giustizia in Simone Weil, Giappichelli, Torino, 2006.
3 Severino Saccardi, Lodovico Grassi, Giancarlo Gaeta, Gabriella Fiori, Attilio Danese, Luciana Floris, Mariolina Graziosi, Roberto Mancini, Tommaso Greco, Daniela Belliti, Bruno Di Porto, Domenico canciani, Giulia Paola Di Nicola, Paola De Pasqua.
4 DOMENICO CANCIANI, Felice Balbo e Adriano Olivetti, “primi lettori” della Weil” p. 122. In Italia la Weil è stata parzialmente pubblicata prima come espressione di un cattolicesimo adempiuto; poi, parzialmente, come espressione di una scelta rivoluzionaria di sinistra quale sindacalista e solo recentemente il suo lavoro è stato editato in lingua italiana con edizioni complete e davvero curate (attendiamo comunque la pubblicazione di inediti). Segnalo per i tipi di Adelphi, i quattro volumi dei Quaderni, op. cit., probabilmente la migliore edizione in circolazione, curati da Giancarlo Gaeta e Attesa di Dio, Adelphi, Milano, 2008, a cura di Maria Concetta Sala.
5 “Si aveva l'impressione di un'origine diversa, di un pensiero che non apparteneva né alla nostra età né al nostro ambiente” ricordi di una compagna di scuola, in La vie de Simone Weil, I, Fayard, Paris, 1973,46, citato da GABRIELLA FIORI, L'amore di una donna-genio per l'umanità”, TESTIMONIANZE, p. 34.
6 MARCO VANNINI, Storia della mistica occidentale, Mondadori, Milano, Oscar Storia 373, p. 339, ritiene che sulla tesi di Simone Weil, definita “la più alta esperienza spirituale di questo secolo”, della coincidenza fra platonismo e cristianesimo e quindi sulla mistica come essenza del cristianesimo “si gioca la storia religiosa, filosofica e culturale -...- del mondo cristiano nel prossimo futuro”.
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