Un nuovo popolo, una nuova nazione
Il Credo della Chiesa di Scientology
Noi della Chiesa crediamo
Che tutti gli uomini di qualunque razza, colore o credo siano stati creati con gli stessi diritti;
Che tutti gli uomini abbiano il diritto inalienabile di scegliere e professare le proprie pratiche religiose;
Che tutti gli uomini abbiano il diritto inalienabile alla propria vita;
Che tutti gli uomini abbiano il diritto inalienabile alla propria sanità mentale;
Che tutti gli uomini abbiano il diritto inalienabile alla propria difesa;
Che tutti gli uomini abbiano il diritto inalienabile di concepire, scegliere, assistere o sostenere le proprie organizzazioni, le proprie chiese e i propri governi;
Che tutti gli uomini abbiano il diritto inalienabile di pensare liberamente, di parlare liberamente, di scrivere liberamente le proprie opinioni e di controbattere, scrivere o esprimere il proprio punto di vista sulle opinioni altrui;
Che tutti gli uomini abbiano il diritto inalienabile di creare la propria specie;
Che le anime degli uomini abbiano i diritti degli uomini;
Che lo studio della mente e la guarigione delle malattie di origine mentale non debbano essere separati dalla religione Né essere permessi in campi non religiosi;
Che nessuna forza inferiore a Dio abbia il potere d'interrompere o negare questi diritti, apertamente o nascostamente.
E noi della Chiesa crediamo
Che l'uomo sia fondamentalmente buono;
Che stia cercando di sopravvivere;
Che la sua sopravvivenza dipenda da se stesso e dai suoi simili e dal raggiungimento della sua fratellanza con l'Universo.
E noi della Chiesa crediamo
Che le leggi di Dio proibiscano all'uomo
Di distruggere la sua specie;
Di distruggere la sanità mentale di un altro;
Di distruggere o rendere schiava l'anima di un altro;
Di distruggere o ridurre la sopravvivenza dei propri compagni o del proprio gruppo.
E noi della Chiesa crediamo
Che lo spirito possa essere salvato
E che solo lo spirito possa salvare o guarire il corpo1.
Nel 1950 il sig. L. Ron Hubbard pubblica Dianetics, la forza del pensiero sul corpo2. Si tratta di una ricerca scientifica sulla mente umana, la prima resa con logica ingegneristica3. Come sviluppo della ricerca, ben presto esce da quello straordinario laboratorio, una comprensione del mondo e della vita colma di risposte, risposte a domande che da sempre l'essere umano incontra nella sua esistenza, identiche fin dall'inizio della storia. Una comunicazione intensa, vasta, continua che finalmente traccia i confini di una terra promessa, da tutti desiderata e attesa, da molti ricercata e da qualcuno intravista. Una comprensione che è in grado di segnare la strada per raggiungere quella terra.
Quella, è in realtà la terra promessa dello Spirito e lo Spirito irrompe nella ricerca con tutta la prepotenza della verità4.
Nel 1954 sul Journal of Scientology per la prima volta emerge fra gli scientologi la consapevolezza che l'oggetto e gli scopi delle scoperte di L. R. Hubbard fanno a buon diritto di Scientology una religione. Poco dopo, per iniziativa di un gruppo di scientologi di Los Angeles, è fondata la prima Chiesa di Scientology.5
Nel 1954 la dottrina della Confessione religiosa era già stata elaborata nelle sue linee essenziali e sempre nel 1954 era pubblicato dal sig. Hubbard il “Credo” della Chiesa di Scientology.
Il termine “credo”, trasforma in sostantivo la prima persona del presente indicativo del verbo “credere”: “io credo …” diviene “il credo …”. Il termine è attribuito all'insieme di credenze sia razionali sia irrazionali che caratterizzano una confessione religiosa, in particolare, con riferimento alle religioni rivelate.
Il termine indica anche per estensione la dottrina di un gruppo, un partito politico e/o una ideologia.
Il Credo cristiano (325 d.Cr)6 costituisce elemento forte, insieme di ordine e insieme di illustrazione della specificità della confessione religiosa e degli elementi che la caratterizzano. L'esigenza di determinare la soglia, il limite che separa l'ortodossia dall'eresia, nei primi secoli dell'era cristiana si era posta come esigenza vitale. Il Cristianesimo, anche grazie alla straordinaria tecnologia viaria dell'impero romano, si era sparso per tutta l'area del mediterraneo incontrando culture, credi e religioni locali d'ogni genere e dando fioritura ad una grande quantità di comunità che si definivano cristiane, ad una grande quantità di scritti (spesso impropriamente indicati come “vangeli”) e ad una grande varietà di interpretazioni dei detti e della vicenda del Cristo. Il Credo ritaglia i limiti esterni della confessione cristiana ed esclude quanto non vi rientra.
Come nome, cognome, professione costituiscono l'identità dell'individuo, così il credo costituisce l'identità del gruppo umano che in esso si riconosce e, se relativo all'esperienza del religioso, individua e insieme forma la particolare confessione religiosa.
Si è assunto come riferimento iniziale di confronto il Credo Cattolico “Romano” solo per l'esigenza di mettere in relazione la riflessione sul Credo della Chiesa di Scientology con un termine di confronto del tutto noto non solo in Italia. La scelta è apparsa inevitabile.
La riflessione sul Credo della Chiesa di Scientology, così confrontato, contribuisce all'approfondimento di aspetti vitali della dottrina e dei rapporti della Chiesa con il mondo e con le dinamiche della vita e, insieme, la vicinanza o lontananza da altre dottrine religiose.
Il Credo cristiano recita “Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra …” e si tratta di una professione di fede individuale che riguarda uno per uno i fedeli e i fedeli si presentano uno per uno di fronte a Dio e di fronte al resto della comunità. La comunità, qui, non ha soggettività autonoma e “crede” come “somma” delle dichiarazioni di fede dei singoli individui.
Il Credo della Chiesa di Scientology è invece sostanzialmente la fondazione di un popolo e di una Nazione e di quel popolo e Nazione costituisce la Carta costituzionale. L'incipit del Credo della Chiesa di Scientology infatti è “Noi della Chiesa crediamo che …”. Il soggetto è dunque in partenza un gruppo già qualificato dall'appartenenza e parimenti è la Chiesa la comunità che crede.
L'idea che immediatamente trasferisce è che l'esperienza religiosa o i criteri specifici d'appartenenza o ancora la dottrina relativa non sia tanto una vicenda individuale quanto l'esperienza di un gruppo di esseri umani solo all'interno del quale rileva il valore dell'individuo.7
Già dall'incipit si segnala l'idea profondamente radicata nella soteriologia8 di Scientology che l'individuo, da solo, se solo, non può salvarsi e non può salvare e che solo come gruppo, comunità, popolo o nazione, può raggiungere la sopravvivenza su tutte le otto dinamiche.9 Salvarsi e salvare tutti.
Il contenuto della credenza, non è, come nel Credo Cattolico, un insieme di verità, fatti e avvenimenti caduti all'origine del tempo o nel tempo e collocati nello spazio (“Dio padre onnipotente creatore del cielo e della terra …) e le loro derive teologiche. Nel Credo della Chiesa di Scientology, quello che è affermato è “Noi della Chiesa crediamo” che “tutti gli uomini di qualunque razza, colore o credo siano stati creati con gli stessi diritti” e segue l'elencazione dei diritti che competono a “tutti gli uomini”10. Quello, inalienabile, alla libertà di “scegliere e professare le proprie pratiche religiose”; quello, alla propria vita, alla propria sanità mentale, alla propria difesa; al diritto di “concepire, scegliere, assistere o sostenere le proprie organizzazioni, le proprie chiese e i propri governi”. Il Credo prosegue rivendicando il diritto di “pensare liberamente, di parlare liberamente, di scrivere liberamente le proprie opinioni e di contro ribattere, scrivere o esprimere il proprio punto di vista sulle opinioni altrui” e, infine, per questa prima parte, “il diritto inalienabile di creare la propria specie” (cfr.: n. 1).
Anche nell'elencazione dei diritti inalienabili il riferimento è a “tutti gli uomini” e non a ciascuno.
Il Credo poi prosegue (infra) ma alcune osservazioni sono qui intanto necessarie.
Non si tratta di proposizioni che individuano “verità” essenziali, dogmatiche o storiche che i fedeli devono assumere nella qualità di fedeli di quella confessione.
Si tratta invece di una sequenza di diritti che nelle “scienze giuridiche” sono tradizionalmente trattati nel diritto costituzionale: sono quell'insieme di diritti che concorrono assieme all'organizzazione politica a rappresentare l'identità dei popoli e degli Stati e che per lo più trovano collocazione nelle loro Carte Costituzionali e rappresentano, insieme, un limite al potere (infra).
Si unisce qui, per il solo fatto di essere all'interno di un “Credo”, il diritto costituzionale all'esperienza religiosa ed è così creato un “ponte” fra i due termini. L'enunciazione, infatti, individua e qualifica, attraverso l'elencazione dei diritti, una società di uomini, un popolo e una Nazione, mentre la collocazione come Credo della Chiesa, li pone nell'area del sacrum facere.
Di per sé, l'enunciazione dei diritti di libertà presuppongono una sequela rappresentata da un ordinamento giuridico che “segua” quei principi. Nell'ordinamento quei principi divengono norme prescrittive o di divieto, norme cioè che impongono condotte o fissano divieti (anche allo stesso Stato e per questo vengono comunemente dette “libertà negative”).
I principi che fissano i diritti di libertà, quando non lo sono in partenza e fin dall'origine, attraverso l'obbligo del legislatore di darne applicazione nella legge comune, divengono obblighi e diritti che possono essere tutelati o imposti con la forza, attraverso l'apparato giudiziario o di pubblica sicurezza dello Stato.
Nel credo della Chiesa sono invece una “credenza”, divengono un modo di essere del “noi” (“Noi della Chiesa crediamo …”). Non si impongono perché non rispettarli ha come conseguenza una sanzione giuridica, si impongono perché sono il contenuto stesso della comunità. Non credere davvero a quei diritti, esclude dalla comunità.
È così che il Credo della Chiesa di Scientology dal 1954 comunica al mondo il suo progetto di pace. La Chiesa è una comunità di pace. La pace è la “forma” che assume nella società il suo scopo di liberazione (infra) perché i diritti degli altri, di tutti, identici, non più “tollerati” ma “creduti” sono il contenuto più profondo degli stessi diritti. La forza irenea, di Scientology quella che ha voluto ereditare e fare proprio il sogno di pace che attraversa la storia umana è contenuta nell'inevitabilità della pace espressa dalla “credenza”. Non la pace imposta con la forza dallo Stato, sotto la quale continua a bruciare l'intolleranza, ma quella creatrice di un'altra società, di un'altra comunità, di un'altra città. Un altro popolo e un'altra Nazione. Infine, è solo questa vocazione alla pace, realizzata, che rende possibile la liberazione spirituale.
Riprendendo l'esame del Credo, torna l'interrogativo: perché i diritti civili? Perché i diritti civili possono appartenere ad un Credo religioso? Perché è necessario credere ai diritti civili come patrimonio di tutti? Perché inalienabili?
I diritti rivendicati, creduti non indicano una particolare forma di governo, sono i diritti detti di libertà.
Sono dunque, la fondazione, sulla base della libertà, di un popolo e di una nazione qualunque sia la forma dello Stato.
Esiste una storia. La ragione dell'inserimento nel Credo dei diritti civili appartiene infatti alla storia dell'umanità e, in particolare, alla storia occidentale. In generale i diritti civili si impongono – almeno teoricamente – sul potere, compreso il potere religioso e costituiscono la base di quello che viene chiamato Stato di diritto. Nozione politica e non giuridica11. Sempre minacciati, sono alla base delle moderne democrazie occidentali e delle monarchie costituzionali europee. Sono una loro “qualità”.
La prima costituzione nella quale appaiono compiutamente i c.d. “diritti di libertà” è quella della Virginia del 12 giugno 177612. Una dopo l'altra seguirono a breve distanza le costituzioni degli altri Stati nordamericani ed è in queste costituzioni che si forma e si fissa l'idea che i diritti civili siano diritti universali, che appartengono alla natura dell'essere umano e che potevano e dovevano essere garantito per legge. Diritto ad una libertà sottratta all'arbitrio del potere statale. Dal nordamerica l'afflato della libertà investe l'Europa e in particolare la Francia. I diritti civili risorgono poi dalle rovine delle due guerre mondiali nella Dichiarazione Universale dei diritti dell'Uomo del 1948. I diritti c.d. di libertà sono previsti nella Costituzione Italiana dall'art. 13 in poi.
Sono queste considerazioni a render certo che il Credo è l'atto di fondazione di una Nazione e di un popolo. E queste considerazioni si completano con l'osservazione che nel Credo della Chiesa di Scientology, l'elemento forte di passaggio fra un modello costituzionale ormai ricorrente in Occidente e la costituzione di una Nazione, di un popolo affatto indicibile e mai visto prima è la successiva affermazione “Noi della Chiesa crediamo … … che le anime degli uomini abbiano i diritti degli uomini”.
Di colpo il punto di vista cambia. Nel diritto costituzionale entra la vita. Nessun altro Credo o Carta costituzionale contiene una proposizione simile. Un popolo e una Nazione, non solo di individui, non solo di cittadini, ma anche di anime e nel quale le anime sono soggetti di diritto.
Il Credo qui implicitamente ma inequivocabilmente riconosce per contrappunto il dolore e l'oblio del Mondo e così il tradimento del Mondo e rivendica la parte più vera del cittadino di quella Nazione e di quel popolo, il soggetto che da sempre attende, dietro le forme della materia, il suo compimento, non come contrapposizione di una parte all'altra, ma come completamento dell'identità stessa, anzi unico principio in sé dell'identità che avvicina al divino l'essere umano completato. I diritti dunque competono agli uomini in quanto individui , e sono individui in quanto anime.
È un piano diverso che comincia ad essere illuminato dalla forza dello spirito e il piano nel quale la stessa materia prende vita.
I diritti civili sono, infine, il pilastro sul quale si fonda la sopravvivenza del popolo delle anime.
Prima viene la pace nella condivisione della credenza dei diritti di libertà e poi lo spirito può cominciare a manifestarsi.
Il Credo di Scientology conclude la sua parte concettuale con un'ulteriore affermazione: “Noi della Chiesa crediamo ... che nessuna forza inferiore a Dio abbia il potere d'interrompere o negare questi diritti, apertamente o nascostamente”.
Dunque, i diritti civili competono a tutti gli uomini; competono anche alle anime degli uomini…, e allora che senso ha quest'ultima solenne affermazione? Cosa significa? Perché è formulata?
Beh, la risposta più immediata è che “nessuno può” “interrompere o negare questi diritti” che, quindi, tali diritti sono “inalienabili”, “intangibili”, ma allora, perché non semplicemente “nessuno può”? Perché Dio? Perché Dio, può? Perché Dio dovrebbe volere o potere interrompere tali diritti o negarli? Perché Dio ha questa forza “superiore”? Qual è il contenuto della credenza?
Prima di tutto cosa intende per “Dio” la Chiesa di Scientology?
Non sono possibili proposizioni descrittive intorno al soggetto perché Dio è l'Essere Supremo, Dio è l'Infinito, Dio è l'Ottava dinamica… Dio è la parte più alta dell'esperienza religiosa dell'essere umano, dell'anima umana che nell'Ottava Dinamica sopravvive attraverso l'Infinito e come Infinito …. è lo Spirito: sostanza, presenza silenziosa in ogni anima, in ogni individuo, in ogni essere incarnato in attesa di null'altro che della consapevolezza piena del Suo esserci, sgombra d'ogni altro, sgombra del transeunte. Energia infinita che illumina in un punto tutto il creato13.
L'Infinito – con buona pace di Cantor14 - è unico. Non vi sono tanti “Infinito”; non vi sono tanti “Essere Supremo”; non vi sono tanti “Spirito” e, alla fine, non vi sono tanti “Dio”.
Dio è lo Spirito dispiegato nell'unicità nella quale si annulla ogni individualità e questo è dunque il confine oltre il quale non vi è diritto e non vi è neppure più religione, entrambi hanno, infatti, esaurito il loro compito. …
E in quella luce – che è la luce della creazione - rimane solo la presenza, priva di storia, contemporanea e consapevole, della Libertà.
Note:
1 L.Ron Hubbard, Scientology 0-8, Il libro dei fondamenti, New Era Publications International ApS, Copenaghen, 2007.
2 L.Ron Hubbard, Dianetics, la forza del pensiero sul corpo, New Era Publications Copenaghen, 2007.
3 Fabrizio d'Agostini, La ricerca, in Quaderni di Freedom, n. 0, p. 45 e ss.
4 L. Ron Hubbard, conferenza 03.06.1955, “La speranza dell'uomo” in Conferenze Classiche, Golden Era Production, Los Angeles, 2002.
5 Che cos'è Scientology?, New Era International ApS, ed. it. Copenaghen, 1993, pp. 500-501. Alla fondazione della prima chiesa di Scientology non partecipa il sig. L.Ron Hubbard che nel 1955, si trasferisce a Washington dove nasce la Founding Church of Scientology e la prima Accademia di Scientology (ibidem).
6 Versione cristiana cattolica in lingua latina in uso fino alla recente riscrittura “Credo in Deum Patrem omnipotentem/Cratorem coeli et terrae/Et in Iesum Christum/Filium eius unicum,/Dominum Nostrum/Qui conceptus est de Spiritu sancto/Natus ex Maria Virgine/Passus sub Pontio Pilato/Crucifixus, motuus et sepultus/Descendit ad infernos/Tertia die resurrexit a mortuis/Ascendit ad coelos/Sedet ad dexteram Dei Patris omnipotentis/Inde venturus est/Iudicare vivo set mortuos/Credo in Spiritum sanctum/Sanctam ecclesia catholicam/Sanctorum communionem/Remissionem peccatorum/Carnis resurrectionem/Et vitam aeternam/Amen”.
7 Non si tratta di una “diminuzione” dell'individuo. Il Credo per sua natura presuppone una comunità. Alla fine, l'individuo in Scientology coincide interamente con il soggetto e soprattutto con la sua componente spirituale non transeunte: “… quando diciamo “individuo”, … ci riferiamo a qualcosa di definito. Ci riferiamo a qualcuno, a questo “qualcosa” che sei tu e alle capacità che puoi essere. Ci riferiamo a questo. Non ci riferiamo al colore dei tuoi capelli o alla lunghezza dei tuoi piedi. Ci riferiamo a te, e quando ci riferiamo a te, sappiamo a cosa ci stiamo riferendo. Per questo individuo – per te – è dunque indicata una maggiore libertà” (L. Ron Hubbard, conferenza 03.06.1955, “La speranza dell'uomo” in Conferenze Classiche, Golden Era Production, Los Angeles, 2002).
8 Dottrina della salvezza. In Scientology, il Ponte verso la Libertà totale.
9 Secondo la dottrina di Scientology la spinta dell'uomo verso la sopravvivenza infinita può essere divisa in otto dinamiche. Si tratta di una suddivisione di comodo per permettere un esame di ogni aspetto della spinta alla sopravvivenza. L'ottava dinamica è la spinta alla sopravvivenza attraverso l'infinito o Essere Supremo o Dio.
10 Non si tratta realmente di “credenza”, anche se il termine “credenza” risponde alla forma, al modello della comunicazione, quanto piuttosto di “comprensione”. Non si tratta infatti di credere in forza di fede, di puro affidamento, ma piuttosto di qualche cosa di cui è possibile l'esperienza e la scelta.
11 Kelsen, scuola giuspubblicistica fiorentina, Bodda, Cammarata.
12 Georg Jellinek, La Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, Laterza, Bari, 2002, in Appendice, p. 71, traduzione di Claudio Tommasi.
13 La storia anche terminologica dei rapporti fra anima e spirito è complessa. Spesso lo Spirito viene identificato con l'anima, intesa come razionalità, in contrapposizione con il corpo o con l'anima vegetativa. In Hegel lo Spirito oggettivo sono le istituzioni storiche e lo Spirito assoluto è la Storia stessa divenuta consapevole di sé. Nel senso del testo Spirito è il Principio vitale, l'Energia che impone l'esistenza, l'Infinito presente come segno e forma in ogni individuo e che tuttavia lo trascende e per così dire l'attende.
14 Georg Cantor (1845-1918). Matematico. E' ritenuto autore del “paradosso del massimo cardinale” con il quale ritenne di dimostrare che esistono almeno due ordini d'infiniti.
CERCA NEL SITO
NUMERO 1
La redazione
TESTI
Filosofia e Religiosità in Scientology, parte II
di Gabriele Segalla
Un Nuovo Popolo, Una Nuova Nazione
di Fabrizio d'Agostini
CONTRIBUTI
di Pier Paderni
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La Redazione
RECENSIONI
di Fabrizio d'Agostini
di Fabrizio d'Agostini
di Luigi Brambani
